Cerimonia della Memoria in ricordo delle vittime della pandemia da Covid-19.
Sabato 10 ottobre, ore 15, presso l’Ospedale di Biella.
Un finestra, un muro e finalmente fiori
Storia dell’idea di restituire il senso al lutto
C’era una volta…
Potrebbe essere una favola. Un favola drammatica, ma sempre una favola, non priva di dolcezza. C’era una volta una professionista che cura le anime. Lavora in ospedale, in uno studio con una grande finestra affacciata sull’ingresso dell’obitorio. Durante una pandemia improvvisa, la processione dei carri funebri non era diventata solo molto più intensa di prima.
L’anomalia fragorosa che risuonava in quel silenzio era figlia di una solitudine mai provata: quella dei defunti e quella dei loro cari, tenuti lontani da regole sagge ma molto, molto dolorose. Era primavera, spesso c’era il sole, ma, su tutto, dominava quel silenzio di impotenza, quel vuoto che rendevo ogni lutto incompleto e doppio nello stesso tempo.
La storia è quella di Patrizia Tempia Valenta, Responsabile della Struttura di Psicologia dell’ASL BI e Psiconcologa. L’ospedale e l’obitorio sono quelli di Biella – Ponderano. La pandemia è quella che ben conosciamo, quel Covid-19 che ha rivoluzionato in poche settimane anche uno dei riti più intimi e significativi nella vita delle persone: il saluto ai propri cari che muoiono.
La memoria, la gratitudine
La riflessione di Patrizia Tempia è diventata azione, attraverso l’impegno collettivo stimolato e coordinato dalla sua Associazione Emanuele Lomonaco Far Pensare onlus. Ciò che accadrà sabato 10 ottobre, dalle ore 15, sarà una commemorazione corale, che intende abbracciare tutti, ciascuno nella propria fede, nella propria laicità o nel proprio ateismo. La sacralità che sarà celebrata sarà quella della vita e della morte, in un rito in grado di restituire la complessità di un’esperienza fatta di tante forme di dolore. La perdita esasperata dall’obbligata lontananza nei momenti cruciali e poi l’impossibilità di vivere le esequie tutti insieme, facendosi forza reciprocamente e condividendo la fase del distacco.
I morti per Covid in Italia sono quasi 36.000. Ma la cerimonia di sabato non è dedicata solo a loro e ai loro congiunti: l’invito a partecipare è rivolto a chi ha perso qualcuno in questi mesi per qualsiasi causa, improvvisamente o dopo un lungo cammino.
L’incontro sarà anche l’occasione per esprimere la gratitudine della comunità locale agli operatori sanitari, che sono stati chiamati a un impegno straordinario, a stare accanto a familiari e amici in lutto in modo ancor più presente, offrendo loro un’empatia ulteriore, superando lo straniamento e la fatica.
Ricordiamo, quindi, i defunti e il dolore dei loro cari e ringraziamo chi si è preso cura di loro.
Insieme
Davanti all’obitorio del Nuovo Ospedale degli Infermi di Biella, parole, suoni, presenze. Ci saranno le testimonianze di chi ha perso cari amici e di chi ha vissuto direttamente la malattia; ci sarà spazio per un intenso testo di Dietrich Bonhoeffer; ci sarà un “abbraccio sonoro”; ci sarà un momento di riflessione spirituale interreligiosa, coerente con l’impegno ecumenico che la Comunità del Monastero di Bose porta avanti da sempre.
Verrà quindi allestito uno spazio verde, segno di cura per un luogo spesso spoglio e austero: il simbolo della vita che procede e trova le vie per fiorire, in ogni stagione. Un luogo di raccoglimento, conforto, speranza. Per tutti.
Nella locandina, il programma dell’incontro con i nomi di chi è al fianco di Far Pensare in questa iniziativa e di coloro che offriranno la loro voce.
Ringraziamenti
- Fondo Edo Tempia
- Ordine dei Medici di Biella
- Protezione Civile di Biella
- ASL Biella
- Anteo Impresa Sociale
- Cooperativa dell’Orso Blu
- Florama